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Il Celeste risale la china, seppur lentamente, e per la prima volta dopo mesi per lui arriva una buona notizia: Roberto Formigoni riavrà infatti una mini pensione da 700 euro al mese, giudicata “indispensabile” dai suoi legali. La decisione arriva dal Senato.

Da anni, Formigoni “alla deriva”

Roberto Formigoni, ormai da tempo, continua a ribadire come la sua situazione economica sia completamente alla deriva: da quando nel 2016 è stato condannato per corruzione per il suo coinvolgimento nel caso Maugeri la regione Lombardia ha attinto dalle sue casse parte del risarcimento che il tribunale ha decretato potesse rivendicare, e i beni di Formigoni sono stati sequestrati.

Il Celeste è così passato dallo yacht alla metropolitana, dichiarando più volte alla stampa di non aver più nemmeno gli occhi per piangere. A luglio scorso era arrivata la decisione: niente più pensioni e vitalizi a Formigoni. I suoi legali si sono opposti, cercando di recuperare almeno quanto basterebbe per una limitata sopravvivenza quotidiana: “Roberto Formigoni ha dedicato l’intera propria esistenza alle istituzioni con 18 anni di impegno presso la Regione Lombardia e 16 anni presso il Parlamento europeo, la Camera e il Senato“.

Lo scandalo Maugeri

Era il 2012 quando emerse lo scandalo Maugeri: si notava infatti che la fondazione versava ingenti somme (si parla di 56 milioni) ad alcune persone: una era proprio Umberto Maugeri, patron della Fondazione, l’allora assessore regionale Antonio Simone, Pierangelo Daccò e Roberto Formigoni, allora Presidente di Regione Lombardia.

In particolare si scoprì un giro di corruzione per cui la Maugeri versava soldi alle persone sopra citate, che dal canto loro si occupavano di veicolare finanziamenti per 40 milioni l’anno alla Fondazione.

Nel 2016 un processo a carico degli imutati ha condannato Roberto Foormigoni a 6 anni, ed oggi il Celeste è agli arresti domiciliari.