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Amadeus sicuro sul Festival: “Fidatevi, sarà un Sanremo di grande musica”

Il conduttore della 70esima edizione del Festival, Amadeus, parla delle polemiche e dell'organizzazione
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Manca sempre meno all’inizio di Sanremo 2020, il 70esimo Festival della canzone italiana. La kermesse, che inizierà martedì 4 febbraio, sarà condotta da Amadeus che ha parlato con Leggo dell’organizzazione e delle polemiche nate in questi giorni di preparazione al Festival.

Festival di Sanremo: l’inizio a suon di polemiche

È partito dall’inizio il racconto di Amadeus, dalle prime scelte fatte ad agosto dell’anno scorso e dalla decisione di separare la serata dei giovani da quella dei Big: “Volevo dare il giusto risalto a tutte e due le cose”.

Uno dei primi problemi del conduttore però è stato realizzare che l’ambiente organizzativo che ruota intorno al Festival non è proprio uno dei più discreti. “I muri hanno le orecchie. I primi giorni bastava che ipotizzassi la partecipazione di un ospite o la scelta di un cantante che il giorno dopo me la ritrovavo sui giornali”. Così ha deciso di essere più cauto e di tenere per sé una parte delle rivelazioni.

Purtroppo non ha fatto altrettanto con alcuni pensieri, espressi probabilmente nel modo sbagliato in conferenza stampa.

È il caso della “polemica del passo indietro”: “Si è innescata una strana combinazione in cui alcune persone hanno deciso di attaccarmi. Ho già chiesto scusa a tutti e ribadisco che mi dispiace che qualcuno possa essersi sentito offeso da quelle parole”. Ma non tutto il male viene per nuocere. Da questo episodio Amadeus afferma di aver capito “chi sono gli amici e chi no. Senza contare che tante persone hanno realizzato fin da subito che l’uscita infelice del conduttore è stata nulla più di una gaffe. “Signore anziane mi fermano per strada e mi parlano con dolcezza, mi danno una carezza, come fossi il nipote.

Quasi si volessero scusare loro. E io invece ripeto loro che, forse, mi sono espresso male”, spiega Amadeus a Leggo.

Le scelte musicali di Amadeus

Parlando di musica invece, il discorso diventa subito più professionale: “Ho scelto canzoni e ospiti per il loro valore, per quel che rappresentano e non con un algoritmo. Altrimenti lo facevamo fare al computer” ha affermato Amadeus, che aggiunge “Lavoro in radio dagli anni Settanta, posso dire di conoscere i gusti della gente. I 24 brani sono una bella playlist, che piacerebbe a mio padre che ha 82 anni e a mio figlio che ne ha 11”.

Amadeus si è poi soffermato sulla scelta dei generi in gara, dall’indie rappresentato dai Pinguini Tattici Nucleari e da Bugo, al rap al veleno che verrà portato sul palco da Junior Cally.

Una partecipazione, questa, che ha portato un carico di polemiche non da poco, ma che Amadeus stempera giustificando la sua scelta: “Ho sentito il pezzo e l’ho trovato molto forte. Solo chi non si informa può dire che sia uno sconosciuto. È un brano di quelli che ascoltano i giovani, e trovo ingiusto criticarlo senza averlo ascoltato. Prima di criticare guardiamo e ascoltiamo. È come se si giudicasse un film solo dalla locandina”.

Una battuta finale sul suo ruolo, un’eredità forse ingombrante che però non spaventa Amadeus che rivela di ispirarsi a un conduttore in particolare: “Tra tutti il mio idolo è Baudo. È un professionista completo: ha la classe, l’ironia, e sceglieva le canzoni belle che rimanevano nel tempo. Quello di Pippo è il Sanremo per eccellenza”.

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