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Anche quest’anno il Festival di Sanremo ha avuto inizio e lo ha fatto in maniera estremamente scenografica avente al centro un emozionato Amadeus, padrone di casa ma al contempo ospite in punta di piedi su un palco che conserva 70 anni di musica italiana. Passiamo in rassegna quanto accaduto all’Ariston nel corso della prima puntata tra i top e i flop!

I top della prima serata: Ferro, Lauro e Pavone

Tiziano Ferro

Poco importa che il brano, la melodia siano stati da lui partoriti. Qualsiasi canzone passi il vaglio delle corde vocali di Tiziano Ferro, ne fuoriesce maestosa e calda, carica di espressività.

La sua presenza sul palco fa la differenza e quando arriva il momento di cimentarsi nella reinterpretazione di Almeno tu nell’universo di Mia Martini, nonostante sia la sua prima volta, l’Ariston si commuove con lui che visibilmente provato conclude una performance indimenticabile con le lacrime agli occhi. Tiziano Ferro, sul palco dell’Ariston, è come un faro per Amadeus a cui affidarsi nei momenti di smarrimento.

Achille Lauro

Achille Lauro: nel bene o nel male purché se ne parli? Ebbene, sì. L’esibizione di Achille Lauro sulle note della sua Me ne frego, che abbia fatto più o meno breccia nel cuore del pubblico, è stata sicuramente quella più chiacchierata e che su tutte è rimasta impressa nella mente degli spettatori (e non ci si stupisce ad inserirla nella lista degli “amarcord” sanremesi che non si potranno mai dimenticare).

Entrato vestito da un sontuoso e maestoso mantello, il big si è poi spogliato nel corso dell’esibizione, rimanendo vestito di una sola tutina scintillante. Provocazione, azzardo, scommessa: un cocktail che altro non è se non pane per i denti del Festival!

Rita Pavone

Rita Pavone: la cantante dal successo planetario torna sul palco dell’Ariston con una grinta che spesso si vede mancare in personalità più giovani.

Una tenacia e una voglia di concedersi ancora al pubblico che le vale, con la sua Niente (resilienza74) una standing-ovation. E poco importa se la giuria demoscopica la spazza in fondo alla classica, al decimo posto, a Rita Pavone non serve un podio per brillare.

I flop della prima serata: Diletta Leotta, Fiorello “prete” e il duo Romina e Al Bano

Diletta Leotta

La presentatrice DAZN non convince né in giallo né in nero. Il suo discorso sulla bellezza sembra essere forzatamente nato sulla scia delle polemiche che, tra le tante, ha messo in discussione anche la sua presenza al Festival di Sanremo.

Un po’ troppo poco spontaneo il suo intervento, un po’ troppo riparatore e forse, per certi versi, eccessivamente scontato e poco sentito da non riuscire a sembrare reale. Nemmeno i riflettori dell’Ariston puntati sulla nonna della Leotta riescono a stuzzicare emozioni forti che permangono dietro le quinti ad attendere un’autenticità che fatica ad emergere.

Fiorello (ma solo versione religioso)

Chi non vorrebbe avere nella vita, al proprio fianco, un amico come Fiorello? Capace di rompere il ghiaccio in pochi istanti rendendo l’atmosfera dell’Ariston calda ed accogliente; eppure, i primi minuti, anche Fiorello ha fatto tremare Sanremo.

Nessun basso, nessun acuto: frecciatine su frecciatine scoccate dall’arco in tensione sul palco dell’Ariston e rivolte indistintamente alla politica. E come ogni anno, ci si domanda ancora quanto sia doverosamente opportuno condire lo show con stilettate fuori luogo.

Al Bano e Romina

Lo hanno notato tutti e nemmeno Selvaggia Lucarelli è riuscita a trattenersi: vederli insieme sul palco è, come sempre, un’emozione che non conosce limiti ma se si tratta di una nuova traccia, qualcosa alle orecchie stride un po’.

Nonostante la standing-ovation dell’intero Ariston sulle note di Felicità e Nostalgia canaglia, quando arriva il momento di portare a Sanremo il loro nuovo pezzo – scritto da Malgioglio – Raccogli l’attimo, il pubblico arriccia il naso. Autotune o playback? Una performance che di netto si discosta da quelle precedenti e che insomma, non è stata proprio ben camuffata!

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