spiaggia, mare

Si moltiplicano le proposte delle aziende balneari per gestire la fase 2 dell’emergenza Coronavirus. La preoccupazione è grande perché il turismo è stato uno dei settori più danneggiati e rischia di andare incontro ad ulteriori perdite.

Come garantire la sicurezza dei bagnanti, impedire ulteriori contagi e salvaguardare gli imprenditori del settore? Dall’Abruzzo arriva l’idea di un’app con la quale gestire l’afflusso sulle spiagge, limitando al minimo gli assembramenti.

L’app per contingentare gli ingressi

Come riporta l’Agi, l’idea dell’app è venuta a Lorenzo Iulianetti, titolare dello stabilimento La Prora di Montesilvano, in provincia di Pescara.

Con questa applicazione i turisti potranno ricevere informazioni sulle spiagge, prenotare l’accesso in determinate fasce orarie e recarsi sul posto senza bisogno di fare code. Tale approccio consentirebbe di contingentare gli ingressi negli stabilimenti balneari, nei quali diventerebbe quindi possibile mantenere il distanziamento sociale con relativa semplicità.

Distanziamento sociale sulle spiagge libere

Aumentare la zona di rispetto fra una sdraio e l’altra, diminuendo il numero complessivo di ombrelloni, è un accorgimento facilmente attuabile sulle spiagge in concessione, ma meno su quelle libere. Per risolvere il problema è arrivata la proposta di Marco Beoni, presidente del Consorzio Mare Pontino Sabaudia, che ha pensato alla realizzazione di un kit per delimitare in maniera autonoma le distanze: “Il kit contiene quattro piccoli paletti da conficcare sulla sabbia a cui verranno legate, tramite un piccolo cappio già predisposto, delle corde colorate a formare un quadrato di cinque metri a lato”, ha spiegato l’ideatore a Il Messaggero.

Il kit potrebbe essere regalato ai bagnanti delle spiagge libere, sarebbe economico e facilmente riutilizzabile. I turisti dovrebbero quindi gestirsi in autonomia, delimitando il proprio spazio e poi rimettendo tutto in ordine prima di andare via.

Ancora una volta si fa appello al senso di responsabilità di ognuno: “Con questa proposta ci sembra di affrontare nella maniera più corretta la problematica della fruizione in maniera sicura nelle spiagge libere – conclude Marco Beoni – I bagnanti saranno perfettamente in grado di autogestirsi nel rispetto delle normative”.

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