Giuseppe Conte in primo piano

Non si può dire si scorga lo stesso e solito entusiasmo: l’emergenza Coronavirus sta riscrivendo la quotidianità smorzando i toni di festività e ricorrenze che ora come ora, non sono più le stesse. È quanto si può dire nella giornata di oggi, 1 maggio, storicamente dedicata alla celebrazione di tutti i lavoratori, ad oggi i più colpiti da quella che è e si prospetta essere sempre più una crisi economica sacrificata per salvaguardare la salute pubblica.

Proprio oggi, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha voluto spendere qualche parola per un settore che fatica a guardare al domani in un momento delicato che vede la maggiorparte delle attività ancora ferme per garantire un’efficace lotta al Covid.

Primo maggio: il messaggio di Giuseppe Conte

Il mondo del lavoro è messo a dura prova – scrive Conte su Facebook, rivolgendosi ancora una volta alla nazione – Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio“.

Molti, durante la fase più acuta di questa emergenza, hanno lavorato negli ospedali, in strada o in ufficio per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali“, aggiunge Conte facendo riferimento a tutti coloro che sin dallo scoppio dell’epidemia di Coronavirus hanno continuano a garantire beni e servizi essenziali per un Paese in lockdown, confinato nelle mura delle proprie abitazioni.

La fase 2 e la graduale riapertura delle attività

Con l’arrivo del 4 maggio avrà però inizio l’agognata “fase 2” della gestione dell’emergenza che prevede un leggero allentamento delle misure di sicurezza e la graduale e lenta riapertura di numerose attività sul territorio pur sempre nel nome di una cautela che non sembra essere mai abbastanza di fronte ad un virus che, nella falla, potrebbe trovare l’autostrada su cui viaggiare.

Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazia ai primi risultati delle misure di contenimento: impiegati, addetti e operai che potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti“, scrive Conte.

post Facebook di Giuseppe Conte
Le parole di Giuseppe Conte sulla propria pagina Facebook. Fonte: Facebook

Il tono si fa velatamente più intimo e confidenziale nel discorrere: “Ho letto alcune vostre lettere, ho provato a vestire i vostri panni e ne ho avvertito tutto il peso“.

Se 4 milioni di lavoratori torneranno operativi con la fase 2, per altri milioni il futuro è ancora incerto, immobilizzato dietro una serranda chiusa che non si può permettere di aprire: “Ho apprezzato la lettera di Elisabetta che ha un’attività da estetista a Pomezia. Come tante altre sue colleghe mi ha scritto per tornare a lavorare in sicurezza, determinata a evitare qualsiasi forma di lavoro in nero – scrive Conte – Ho letto con interesse le soluzioni proposte da Luciana, che da Torino mi ha raccontato la sua passione per la ristorazione, un mestiere che ha imparato dopo una lunga gavetta in periferia, con una lunga lista di consigli per ripartire il prima possibile, con vari accorgimenti per proteggere la salute“.

Conte: “Chiedo scusa a nome del Governo

Come già sottolineato in molte occasioni, Conte ritorna sull’importanza di una riapertura graduale di fronte a quella che non può che essere descritta come “una minaccia sanitaria“. “Negli ultimi 50 giorni abbiamo dovuto mettere in campo uno sforzo economico pari a quello di intere manovre di bilancio realizzate nell’arco di 2 o 3 anni. Tanti hanno ricevuto un sostegno, altri lo riceveranno nei prossimi giorni. Abbiamo lavorato al massimo per far ripartire a pieno regime il motore dello Stato, perché questo poderoso sostegno pubblico si concretizzasse in pochi giorni: ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare – chiosa Conte, sottolineando uno dei problemi più recenti – come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti.

Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto“.

In ultimo, una rassicurazione dal tono paterno a coloro che pretendono dal Governo una risposta immediata per sopravvivere: “Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia.

Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo 1 maggio“.

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