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Un gruppo di infermieri del Policlinico San Matteo di Pavia, ospedale in cui era stato ricoverato Mattia, il paziente 1 di Codogno, ha inviato una lettera alla redazione di Nurse Times esprimendo la propria indignazione in merito al premio lavoratori dipendenti emanato dal Governo, considerato dagli stessi operatori sanitari: “uno schiaffo alla nostra professionalità“.

Lo sfogo degli infermieri del San Matteo di Pavia

Gli infermieri del San Matteo di Pavia hanno definito “vergognoso” il premio di 100 euro emanato dal Governo, spiegando il perché: “Non è un discorso puramente venale quello nostro, ma semplicemente volevamo esprimere la nostra delusione per questa ennesima umiliazione subita dalla professione cui apparteniamo.

Nella lunga lettera gli operatori sanitari del Policlinico San Matteo hanno spiegato che l’iniziale interesse dell’opinione pubblica verso il duro lavoro svolto da medici e infermieri nella lotta al Covid-19 è improvvisamente svanito: “l’incanto sembra svanito, non solo per l’opinione pubblica ma anche per chi, a livello remunerativo, doveva per lo meno darci un riconoscimento tangibile“.

L’indignazione del personale sanitario

Gli infermieri del San Matteo sono dell’idea che suddetto premio sia solo “una regalia ridicola e offensiva verso un professionista che ha messo in gioco salute, professionalità, responsabilità, preparazione specifica, cercando di sopperire, con una certa dose d’incoscienza, mancanze che ormai sono tragicamente sotto gli occhi di tutti“.

 La polemica sollevata dal personale sanitario del Policlinico di Pavia diventa ancora più aspra: “abbiamo dovuto accettare che la nostra professionalità fosse meritevole di una mancetta dopo un lavoretto“.

La polemica: “Nessuno di noi è riuscito a prendere l’intera cifra

Gli infermieri hanno anche rivelato un altro dettaglio: “come ulteriore beffa la quota accreditata sui cedolini dei turnisti è stata adattata in base ai giorni di lavoro e non alle ore effettivamente svolte, con il risultato che nessuno di noi è riuscito a prendere l’intera cifra.

Questo perché, facendo le notti (contate come un’unica giornata), al turnista risultano lavorati circa 16/20 giorni al mese, pur se ha raggiunto e spesso superato il monte ore mensile “.

Un pensiero per i colleghi che hanno rischiato la vita

La somma è stata quindi calcolata in base ai giorni lavorativi, e gli operatori del Policlinico hanno espresso una forte indignazione a riguardo, spiegando: “i colleghi che la salute l’hanno rischiata in modo reale, risultando positivi al famoso tampone di una patologia potenzialmente mortale, allontanati dai loro cari e con la paura di aver contagiato anche
quest’ultimi, si sono visti accreditate quote ancora più ridicole, perché ovviamente assenti dal lavoro
.

Quel “premio” che ha leso la loro dignità

Gli infermieri del Policlinico San Matteo di Pavia sono stati chiari fin dall’inizio, già dalle prime frasi della lunga lettera: “Noi non chiediamo mance o premi una tantum ma rispetto della nostra dignità, professionale e, soprattutto, umana“. Con il cosiddetto “premio” del Governo non si sono sentiti degli eroi, ma, al contrario: i professionisti sanitari del San Matteo di Pavia si sono sentiti presi in giro.

Quei 100 €, che poi non sono neanche 100, ci hanno ferito, hanno leso la nostra dignità e hanno fatto fare alla professione un salto indietro di cento anni“. Hanno concluso il duro sfogo con una semplice richiesta: non premi, ma “giusti riconoscimenti“.

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