Viviana Parisi e Gioele Mondello in primo piano

Proseguono le indagini sul giallo di Caronia e spunta una rivelazione che pare destinata a cambiare una ricostruzione che sembrava farsi più nitida nel quadro dell’inchiesta. Il rompicapo sui fatti che hanno condotto alla morte Viviana Parisi e il suo piccolo Gioele continua. Dopo il ritrovamento dei resti e gli esami autoptici, si lavora su più fronti: dall’analisi dei reperti ai rilievi nell’auto su cui viaggiavano madre e figlio. Proprio su quest’ultima si condensa un’importante sezione degli sforzi investigativi: da sciogliere anche l’interrogativo sull’eventuale decesso del bambino durante o poco dopo quel sinistro avvenuto in galleria Turdi, sulla A20 Messina-Palermo.

Dopo la notizia di una lesione al parabrezza della vettura, compatibile con un possibile scenario di impatto da parte di uno dei due a bordo, è arrivata una novità: il vetro era già rotto prima di quell’incidente. Questo, riferisce Adnkronos, quanto asserito dal marito e padre delle vittime, Daniele Mondello, attraverso il legale Paolo Venuti.

Morte di Viviana Parisi e Gioele Mondello: “Il parabrezza era già rotto

Sono ore intense sul fronte delle indagini sul giallo della morte di Viviana Parisi e Gioele Mondello, madre e figlio scomparsi il 3 agosto scorso tra le campagne di Caronia dopo un incidente lungo la A20 Messina-Palermo.

Il corpo della donna è stato scoperto in prossimità di un traliccio, 5 giorni dopo l’inizio del giallo, mentre i resti del suo bimbo, 4 anni, a 10 giorni dal suo ritrovamento.

L’attività investigativa volta a chiarire le cause dei decessi è complicata dallo stato dei cadaveri e da quel limbo di interrogativi che separa il momento del sinistro in galleria dal drammatico epilogo delle ricerche.

Cosa è successo davvero a Viviana e Gioele? Nello spettro dell’ipotesi che il piccolo possa essere rimasto ferito mortalmente nell’impatto tra l’auto guidata dalla madre e un furgone, alimentata dall’ultima evidenza emersa dai rilievi nel veicolo, si insinua una novità.

La crepa riscontrata sul parabrezza in sede di analisi della Polizia Scientifica e gli esiti dell’ispezione del cranio del bimbo che rileverebbero presunte “lesioni da urto” potrebbero provare, per gli inquirenti, che Gioele abbia battuto la testa.

Ma è Daniele Mondello, come riporta Adnkronos, ad aggiungere un elemento che potrebbe non confortare questo scenario.

Il marito di Viviana Parisi, riferisce l’agenzia, avrebbe parlato attraverso il legale Paolo Venuti introducendo un dato diverso: “Il parabrezza della Opel Corsa di Viviana Parisi era già rotto prima dell’incidente avvenuto il 3 agosto nella galleria Turdi sull’autostrada A20 Messina-Palermo“.

Si cercano altri resti a Caronia

Intanto, nelle campagne di Caronia proseguono le ricerche di altri resti del piccolo Gioele. Quanto finora rinvenuto, secondo le notizie emerse, non consentirebbe di stabilire dettagli chiave per l’accertamento dei contorni del decesso.

Proprio sulle ricerche, Daniele Mondello aveva acceso i riflettori nei giorni scorsi, avanzando dubbi sulla condotta degli uomini impegnati sul campo e sui presunti ritardi nel ritrovamento di moglie e figlio.

La famiglia continua a respingere l’ipotesi di un omicidio-suicidio, tra le tante al vaglio degli inquirenti.

Il lavoro d’indagine è tra i più complessi e per questo, viste le condizioni dei corpi, all’analisi più strettamente medico-legale si è sommato l’intervento dell’entomologia forense, lo studio, cioè, degli insetti che colonizzano i resti e che aiutano a mettere a fuoco il periodo della morte ed eventuali spostamenti dei cadaveri.

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