Cronaca dal Mondo

No Vax all’assalto nell’Europa della quarta ondata: scontri a Bruxelles, 35mila in piazza contro le restrizioni

I No Vax assaltano le capitali europee, da L'Aia a Bruxelles, dove oggi ci sono stati 35mila manifestanti e violenti scontri con la polizia. L'Europa, intanto, è alle prese con la quarta ondata
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L’Europa fa i conti con la quarta ondata di Covid-19, che la piazza di nuovo al vertice per numero di contagi nel mondo. I Paesi europei prendono misure stringenti per evitare lo scenario peggiore, che include l’epidemia fuori controllo e l’impossibilità di accogliere chi ne ha bisogno nei reparti di terapia intensiva, sempre più verso la saturazione come in Germania. Eppure nelle strade delle capitali europee esplode la rabbia di No Vax e No Green Pass, che dopo gli scontri di Rotterdam oggi si misurano con la polizia a Bruxelles. Un movimento che trascende però le rivendicazioni sulle politiche della salute, e che potrebbe presto evolvere in qualcosa di diverso.

No Vax irrompono nelle strade di Bruxelles: 35mila contro le restrizioni

Guerriglia urbana a Bruxelles, dove oggi ci sono stati scontri tra la polizia e i manifestanti No Vax, che hanno protestato contro le restrizioni anti Covid-19. Dopo le scene sconcertanti di Rotterdam, anche in Belgio l’asticella dello scontro si alza sulla lotta al virus, nonostante il Paese registri un’impennata di casi durante la quarta ondata: secondo la Johns Hopkins University, sono 269.140 i contagi negli ultimi 28 giorni, con 1.581.500 casi totali in un Paese di 11,5 milioni di abitanti.

Eppure 35mila persone oggi sono scese in piazza, inizialmente in maniera pacifica, per manifestare il dissenso sulle misure adottate dal governo. Il Belgio, lo scorso 17 novembre, ha deciso di prendere alcune precauzioni, come l’uso obbligatorio della mascherina e la preferenza per il lavoro da casa. Il primo ministro Alexander De Croo ha dichiarato che queste misure sono atte a evitare un altro lockdown, non ancora in vigore “perché fortunatamente abbiamo il vaccino“.

Provvedimenti che non hanno convinto i manifestanti No Vax, di cui alcuni con indosso cappucci neri hanno lanciato sassi contro la polizia e hanno poi cercato di raggiungere la sede della Commissione europea. Gli agenti hanno reagito con cannoni ad acqua per disperdere la folla, e gas lacrimogeno.

Proteste No Vax anche in Italia: aggressioni a Roma

Il popolo No Vax e No Green Pass è tornato sabato in piazza anche in Italia, dove si sono registrate 4mila persone a Roma in un sit-in al Circo Massimo. Diverse le aggressioni registrate, tra cui anche alla giornalista Selvaggia Lucarelli, aggredita con una testata, mentre ingiurie e offese sono state rivolte a una barista che ha chiesto agli avventori il green pass.

A Milano tensioni nel momento in cui i manifestanti hanno cercato di arrivare in Piazza Duomo, bloccati dalla polizia, che ha poi identificato 257 persone.

La quarta ondata in Europa e la cenere che cova nei No Vax

Da Roma a Bruxelles, da Rotterdam all’Aia, dove la polizia ha arrestato 30 persone per le violente proteste contro le restrizioni in Olanda che hanno causato il ferimento di 5 agenti, la furia No Vax si espande in Europa.

Le capitali europee vedono l’insorgenza di manifestazioni che portano in piazza molto più di una rabbia indiscriminata per le misure come il green pass o il lockdown, atte a combattere la pandemia di Covid-19.

Nelle proteste di tutte queste città ci sono elementi comuni, dagli slogan per la “libertà” e contro i “regimi” alle bandiere nazionali, in un cortocircuito metafisico per cui i governi democraticamente eletti priverebbero della libertà i cittadini, che invece dovrebbero avere il potere assoluto sulla cosa pubblica.

MANIFESTAZIONE NO GREEN PASS
MANIFESTAZIONE NO GREEN PASS, NO VAX, SAN GIOVANNI

In Italia la commistione tra l’estrema destra e gli attivisti No Green Pass e No Vax si è vista con l’assalto alla sede della Cgil, ma anche nel resto d’Europa si assiste a una radicalizzazione in questo senso.

La situazione trascende la questione medica, e le motivazioni scientifiche vengono rigettate con la forza di “fobie, ansia, nevrosi“, come le ha individuate il microbiologo Andrea Crisanti, che portano a mettere in dubbio i dati a supporto del parere di scienziati e medici.

E nel caos prolificano spazi in cui si infilano gli estremisti, non solo in Italia, ma anche in Austria, dove nelle manifestazioni contro il lockdown imposto nel Paese sono spuntate anche bandiere del partito di estrema destra FPÖ. L’Europa che si trova a fronteggiare una quarta ondata che la sta mettendo in seria difficoltà, potrebbe presto dover far i conti anche con un segmento della popolazione radicalizzato, politicamente e anti-scientificamente, composto da vecchi fantasmi e nuove paure.

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