Cronaca Nera

Omicidio Meredith Kercher: Rudy Guede tira in ballo Amanda Knox dopo la scarcerazione, il marito la difende

Delitto di Perugia: Rudy Guede, unico condannato per l'omicidio di Meredith Kercher e tornato in libertà da pochi giorni, continua a dirsi innocente e innesca la reazione del marito di Amanda Knox.
Rudy Guede parla dopo scarcerazione

Rudy Guede, da pochi giorni tornato in libertà dopo aver finito di scontare la pena per l’omicidio di Meredith Kercher – per cui fu l’unico condannato -, ha parlato per la prima volta dopo la scarcerazione e le sue dichiarazioni hanno innescato la reazione del marito di Amanda Knox, Christopher Robinson, che grida la sua rabbia sui social.

Omicidio Meredith Kercher: il marito di Amanda Knox la difende dalle parole di Rudy Guede

Dare una piattaforma e amplificare le bugie di Rudy Guede, che senza dubbio ha ucciso Meredith Kercher, questo è crudele per Amanda e per la famiglia Kercher. Tutto per pochi clic.

Vergogna“. Così il marito di Amanda Knox, Christopher Robinson, ha commentato via Twitter le affermazioni di Rudy Guede sul caso di Meredith Kercher dopo la scarcerazione.

L’ivoriano, unico condannato per l’omicidio della giovane studentessa inglese a Perugia (consumato nella sua casa di via Pergola nel 2007), ha appena terminato di scontare una condanna a 16 anni di reclusione e al quotidiano britannico The Sun ha affidato le sue prime parole dopo la conclusione della detenzione. Parole che tirano in ballo la ex coinquilina della vittima che, come l’allora fidanzato Raffaele Sollecito, finì a processo e poi per 4 anni in carcere prima di essere definitivamente assolta.

Il tribunale mi ha condannato per complicità nell’omicidio perché c’era lì il mio DNA – ha dichiarato Guede al quotidiano britannico –, ma i documenti (processuali) dicono che vi erano altre persone e che non sono stato io a infliggere le ferite mortali. (…) Affermano che c’erano altri e che non ho inflitto le ferite. Io conosco la verità e anche lei la sa“. Si sarebbe riferito in questi termini, allontanando nuovamente da sé il profilo di colpevolezza riconosciuto a suo carico dalla giustizia in via definitiva, proprio ad Amanda Knox, assolta insieme a Raffaele Sollecito dopo un lungo iter giudiziario e 4 anni di reclusione.

Rudy Guede continua a dirsi innocente dopo la condanna per l’omicidio Kercher

Nel corso della sua intervista al Sun, Rudy Guede avrebbe anche aggiunto di voler parlare alla famiglia della vittima. “Avevo le mani sporche di sangue perché ho cercato di salvarla, non di ucciderla (…). Voglio scrivere alla famiglia di Meredith e scusarmi per non averle salvato la vita. Avrei dovuto chiamare un’ambulanza quando l’ho trovata morente“.

Poco dopo la scarcerazione dell’ivoriano unico condannato per il delitto di Perugia (cui è stato concesso il fine pena anticipato), Amanda Knox e Raffaele Sollecito – entrambi assolti in via definitiva – hanno commentato ribadendo, ancora una volta, la loro totale estraneità alla vicenda e accusando Guede di averli trascinati in un calvario giudiziario (con il rischio di incassare una condanna definitiva) con la menzogna.

Mi dispiace solo che non si sia mai pentito di quello che ha fatto, di aver ammazzato una povera ragazza – ha affermato Sollecito a Adnkronos(…), Sono stato 4 anni in carcere e io e Amanda abbiamo rischiato di essere condannati a una pena per una cosa che non abbiamo fatto anche grazie alle sue bugie“.

Dal canto suo, Amanda Knox, recentemente diventata mamma e dettasi pronta a parlare con i genitori di Meredith Kercher, ha commentato la scarcerazione via social: “Rudy Guede, l’uomo che ha ucciso Meredith Kercher e mi ha accusato falsamente, ha appena visto la sua riduzione ancora una volta. Ora è libero e il suo rapporto con la giustizia italiana è definitivamente terminato. Come immaginate che mi senta?“.

E in un’altra serie di tweet, l’ex studentessa di Seattle ha sottolineato la sua posizione: “Quando sono stata ingiustamente condannata per il suo crimine, sono stata condannata a 26 anni.

Guede, le cui impronte sono state trovate nel sangue di Meredith, il cui DNA era sul suo corpo, e che è fuggito immediatamente dal Paese mentre aiutavo la polizia, è stato condannato a 30 anni, ridotti a 16 in appello (…). Possiede un enorme potere di guarire gli altri danneggiati dalle sue azioni. Ha il potere di dire la verità, di assumersi la responsabilità, di smetterla di incolparmi per lo stupro e l’omicidio di Meredith Kercher, che moltissime prove dimostrano che ha commesso da solo“.

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