Cronaca Nera

Ylenia Carrisi: la figlia scomparsa di Al Bano e Romina. A distanza di 28 anni il caso rimane irrisolto

Tutta la vicenda di Ylenia Carrisi, scomparsa nel nulla a 28 anni. Papà Al Bano pensa alla tesi di suicidio, mamma Romina Power tiene la luce della speranza ancora accesa.
Ylenia Carrisi: la figlia scomparsa di Al Bano e Romina. A distanza di 28 anni il caso rimane irrisolto

Da quasi 30 anni, Al Bano Carrisi e Romina Power vivono nel dolore della scomparsa della maggiore dei loro figli, Ylenia. Era, infatti, il 31 dicembre 1993, quando, per l’ultima volta, i genitori sentirono la voce della loro primogenita. Dopo quella telefonata solo il silenzio e tantissime accurate ricerche che a oggi non hanno ancora portarono a una soluzione certa. 

Ylenia Carrisi, gli ultimi contatti con i genitori Albano e Romina

Al momento della sua scomparsa Ylenia Carrisi aveva solo 23 anni e si trovava a New Orleans. Aveva interrotto da poco gli studi per recarsi in Belize e conoscere la vita degli artisti di strada.

Come da lei stessa confessato al padre Al Bano, che ne ha parlato in uno dei suoi libri infatti, sognava di scrivere un libro su di loro osservandoli in prima persona. Proprio per questo motivo aveva deciso di sospendere momentaneamente il suo impegno universitario. In seguito, aveva deciso di volare fino a New Orleans per studiare il panorama musicale della città. Qui, circa 6 mesi prima della scomparsa, aveva conosciuto il trombettista Alexander Masakela che pare non fosse particolarmente ben visto dai genitori di Ylenia, soprattutto dal padre Al Bano.

Romina e Al Bano ebbero l’ultimo contatto telefonico con la figlia Ylenia il 1 gennaio 1994 (31 dicembre 1993 per Ylenia a causa del fuso orario).

La chiamata partì dall’hotel LeDale di New Orleans, in cui Ylenia aveva fatto check-in il giorno precedente. La giovane Carrisi avrebbe parlato per lo più con la madre e la telefonata si sarebbe svolta in modo tranquillo, a differenza di un contatto precedente che Ylenia avrebbe avuto con Al Bano, in cui i due avrebbero invece avuto da ridire. Dopo quel contatto di Capodanno Romina Power e Albano non sentirono mai più la figlia.

Ylenia Carrisi e Alexander Masakela: lui è coinvolto nella scomparsa?

La maggiore dei Carrisi e Alexander Masakela alloggiarono nella stessa camera d’hotel, come ricorda l’archivio di persone scomparse Charley Project. Ylenia sarebbe uscita dall’albergo il 6 gennaio, per l’ultima volta e senza tornare più, ma Masakela vi restò fino al 14 gennaio non denunciando mai l’assenza della ragazza. Il trombettista mostrò allo staff il passaporto di Ylenia e tentò di saldare il conto con dei suoi assegni turistici. Per tali motivi il personale dell’hotel chiamò la polizia. Masakela dichiarò di aver alloggiato nella stessa stanza con Ylenia Carrisi, ma di aver dormito in letti separati e, nonostante lui avrebbe voluto, di non aver avuto rapporti sessuali con lei.

Dichiarò anche di non sapere dove fosse Ylenia, ma di essere sicuro che stesse bene.

Poco dopo Masakela venne accusato di stupro da un’altra ragazza e nella casa di quest’ultima vennero trovati alcuni oggetti appartenenti proprio alla giovane Carrisi. Questo permise alla polizia di indagare meglio su di lui e sulla sua vita. Infine, il 31 dicembre 1994 venne arrestato, ma venne rilasciato circa due settimane dopo per mancanza di prove.

Romina Power ha sempre sostenuto la tesi secondo la quale Masakela avrebbe fatto sparire sua figlia facendola entrare in un giro di una sorta di “tratta delle bianche”, come da lei dichiarato nel 1994 a La Repubblica, probabilmente prima drogandola e poi segregandola chissà dove.

Ylenia Carrisi, la scomparsa, le ricerche, la testimonianza

È certo che la primogenita Carrisi non scomparve la notte di Capodanno. Come già accennato, lo staff dell’hotel, infatti, ha dichiarato di averla vista ancora fino al 6 gennaio 1994. La proprietaria dell’albergo LeDale, dichiarò di aver visto Ylenia uscire verso mezzogiorno lasciando quasi tutti i suoi effetti personali lì, ma che la ragazza non avrebbe fatto più ritorno.

A metà gennaio partirono le ricerche approfondite. La testimonianza di Albert Cordova, un guardiano notturno dell’Audubon Aquarium of the Americas, è molto importante per tutta la vicenda. Cordova rivelò che la sera del 6 gennaio era sulle rive del Mississippi e vide una ragazza seduta sulla banchina, che nella descrizione assomigliava molto ad Ylenia Carrisi, che guardava il fiume con aria triste. Le sue parole sono riportate dal sito di Chi l’ha visto. Preoccupato per lei le avrebbe detto di andarsene e lei avrebbe risposto: “Non importa, tanto io appartengo alle acque” per poi gettarsi nel fiume, iniziando ad annaspare poco dopo. Nonostante i soccorsi il corpo della ragazza non riuscì a riemergere in superficie e nonostante il fondale del fiume sondato centimetro per centimetro non sarebbe più stato ritrovato.

Albano fu profondamente colpito da questa testimonianza. In particolare per la frase che la ragazza avrebbe pronunciato che lui riconobbe come espressione che Ylenia era solita dire da bambina prima di un tuffo in acqua. Per questo, secondo il padre, la ragazza vista dal guardiano notturno era proprio sua figlia.

Come dichiarato in un’intervista a Chi e riportato poi nel 2006 da La Repubblica, secondo il cantante quel giorno Ylenia si sarebbe suicidata.

Le opinioni dei genitori Albano e Romina Power: una famiglia spaccata a metà

Secondo Albano, come già detto, sua figlia si suicidò il 6 gennaio 1994, gettandosi, forse sotto effetto di droghe, nelle acque del fiume Mississippi. Nel 2013 ha persino richiesto al tribunale di riconoscere la morte presunta della figlia. La tesi del celebre cantante è che la figlia soffrisse di un grave male di vivere e che lui non sia stato in grado di cogliere i segnali in modo giusto. “Un suicidio non si consuma nella follia di un momento, matura lentamente nel tempo. C’erano tanti indizi rivelatori del male di vivere di Ylenia e io li ho intercettati confusamente, a livello intuitivo, irrazionale. Perché un padre non può mai ammettere a mente lucida che la propria creatura, il proprio sangue, sta per essere inghiottito” ha rivelato al Corriere nel 2004.

Dall’altro lato, Romina Power non smette di sperare, dichiarandosi “profondamente amareggiata” per la decisione dell’ex marito. Ogni anno, infatti, la mamma di Ylenia, specialmente intorno al 29 novembre (giorno del compleanno della ragazza), su Instagram dedica un pensiero per la figlia scomparsa. Nel 2019 al programma Chi l’ha visto?, infatti, aveva dichiarato, Novembre è il mese di nascita di Ylenia. In questo mese, io posto una sua fotografia ogni giorno, nel caso qualcuno la riconosca. Sono passati 25 anni dalla sua scomparsa (ad oggi 28, ndr), ma nel cuore di una madre la speranza non muore mai. La speranza di poterla riabbracciare“.

A novembre 2021 il post che Romina dedica alla figlia recita: “51 anni fa, Dio mi ha regalato una bellissima bambina. Eri intelligente e amorevole. Le braccia di questa madre non smetteranno mai di provare nostalgia di te, questi occhi non smetteranno mai di cercarti in un mondo che è stato privato di calore senza di te. Mia Ylenia, non smetterò mai di cercarti”. La luce della speranza per Romina Power è ancora accesa.

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