medici in terapia intensiva per coronavirus

Di pari passo alla preoccupazione per i numeri in crescita relativi al contagio da Coronavirus in Italia, si agita l’emergenza che vive in questi momenti negli ospedali con terapie intensive al collasso. “Abbiamo pochi posti in terapia intensiva a causa dei tagli e dobbiamo aumentarla“, le dichiarazione di questa mattina del presidente della Camera, Roberto Fico, a Radio 24. Perché a preoccupare in questo momento sono soprattutto le risorse: poche mascherine, terapie intensive al completo, mancanza di posti letto ma soprattutto il disperato bisogno di medici e infermieri negli ospedali delle regioni più colpite come la Lombardia.

Di ieri sera l’annuncio di Giuseppe Conte con la firma sull’ordinanza che prevede l’arrivo di 300 medici da tutta Italia e nelle medesime ore una buona notizia sotto il profilo delle attrezzature mediche dall’Emilia Romagna dove è stato realizzato un ventilatore doppio.

Coronavirus, terapie intensive al collasso

Si continua a combattere l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e lo si fa su tutti i fronti, ognuno chiamato a giocare la propria parte in questa “immobile mobilitazione” nazionale. Dal singolo cittadino, chiamato a rispettare ossequiosamente le restrizioni e le misure di sicurezza del Governo, evitando di uscire di caso salvo caso di necessità (vera e non presunta); ai medici che con turni infiniti stanno cercando di prestare tutte le cure necessarie ai pazienti ricoverati e che stanno mettendo a dura prova la capienza delle terapie intensive italiane.

La Sanità messa alle strette dal Covid-19

La Sanità si confronta a tu-per-tu in queste settimane con un’epidemia che non poteva essere prevista e che ha mostrato fin da subito la sua pericolosità. E dal confronto è emerso uno scenario ormai chiaro e che al momento preoccupa quanto la proliferazione del virus: carenza di personale, carenza di strutture, carenza di attrezzature.

Più positive però in queste ore le notizie che arrivano dall’Emilia Romagna ove al Sant’Orsola di Bologna la Intersugical, in meno di 48 ore, è riuscita a mettere a punto un prototipo di ventilatore che può essere utilizzato da due pazienti vicini contemporaneamente.

Dall’Emilia-Romagna il ventilatore “doppio”

Un’idea nata da due luminari della medicina in Italia, Marco Ranieri del Sant’Orsola di Bologna e Alberto Zanella del Policlinico di Milano. Un prototipo già testato e che potrebbe essere una soluzione immediata ed efficace pronta a supplire la carenza di attrezzature mediche e in particolar modo di ventilatori nelle terapie intensive.

72 ore per realizzare un circuito innovativo che permette di utilizzare un ventilatore polmonare per più pazienti contemporaneamente – scrive su Facebook il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano BonacciniUno strumento messo a punto da un’azienda di #Mirandola, nel distretto biomedicale modenese, che potrebbe rivelarsi fondamentale per moltiplicare i posti letto in terapia intensiva. E’ già stato testato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e funziona“.

post facebook di stefano bonaccini
Il post pubblicato su Facebook da Stefano Bonaccini

Fca e Ferrari insieme per la lotta al Coronavirus

E sempre Bonaccini, tessendo le lodi del genio italiano: “È davvero una notizia straordinaria, che dice tanto della nostra terra.

Ci siamo sempre rialzati, e lo faremo anche questa volta. Insieme“. E sempre di queste ore anche un’altra buona notizia che arriva dal Piemonte dove Fca, Ferrari e Marelli hanno iniziato a dialogare con Siare, azienda specializzata nella produzione di respiratori per terapie intensive, in vista di un aiuto importante sulla fornitura e produzione di alcuni componenti.

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