viviana parisi in primo piano

Si è conclusa ieri in tarda serata l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi, la giovane dj torinese di 43 anni, in un primo momento scomparsa insieme al figlio Gioele di 4 anni – per il quale sono ancora attive le ricerche – e successivamente trovata poi morta nei boschi di Caronia. Secondo quanto riportato da Il Giornale di Sicilia, tra i tanti elementi che non tornano e che sono al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche una telefonata anonima giunta al 112 il giorno stesso in cui la Parisi è scomparsa.

Viviana Parisi: aperte tutte le piste

Troppi vuoti, troppi elementi che non tornano e un quadro quanto mai incerto, senza alcun punto fermo. Nemmeno dopo l’approfondita autopsia sul corpo di Viviana Parisi è possibile confermare né escludere alcuna ipotesi sulla sua morte, tutti gli scenari permangono aperti: quello dell’omicidio, quello del suicidio, quello dell’omicidio-suicidio. Stessa incertezza che, minuto dopo minuto, avvolge la vita del piccolo Gioele, il figlio di 4 anni le cui ricerche sono ancora attive in tuta l’area circostante al luogo in cui insieme alla madre è sparito lo scorso lunedì, stesso luogo dove a giorni di distanza è stato ritrovato il corpo di Viviana.

Nessuna certezza: i primi risultati dopo l’autopsia

Dall’autopsia di ieri quel che è emerso è scarno e troppo incerto per abbozzare un’ipotesi più di un’altra: sul corpo della Parisi sono riscontrate diverse fratture che non escludono scenari e sarà necessario attendere circa 90 giorni prima di poter avere tra le mani un referto che stabilisca in maniera più che approssimativa ora e causa della morte. Tempo necessario a Stefano Vanin, l’entomologo forense esperto di insetti che seguì i casi di Melania Rea e Yara Gambirasio, per analizzare gli insetti ritrovati sul corpo della Parisi, ricostruendone i cicli in maniera tale da poter più notizie sulla morte della 43enne.

Le lesività sul corpo che abbiamo rilevato possono essere compatibili con tutte le ipotesi possibili. Abbiamo dei dati che vanno studiati e attenzionati. Lavoreremo ad esclusione fino ad accertare con certezza la causa e l’epoca della morte“, le parole di Elena Ventura Spagnolo, perito della Procura di Patti che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Viviana Parisi.

La telefonata con voce camuffata dopo la sua scomparsa

Ma se i segni sul corpo della 43enne costituiscono al momento solamente un enigma, altri elementi in mano agli inquirenti non sembrano trovare spiegazione. Il mancato pagamento al casello, l’illogico zigzagare della Parisi nel bosco, un percorso del tutto inspiegabile, la sorte del piccolo Gioele di cui non vi è alcuna traccia. Tra questi elementi al momento impossibili da incastrare nel quadro dell’accaduto, ci sarebbe anche una telefonata anonima. Una telefonata giunta al 112 nel giorno stesso della scomparsa di Viviana Parisi e del figlio Gioele, fatta con una voce camuffata, fuori campo – riporta Il Giornale di Sicilia – per informare i carabinieri su un presunto avvistamento proprio della donna.

Si continua a cercare Gioele: al vaglio anche casolari e pozzi

Continuano intanto, disperatamente, le ricerche del piccolo Gioele sebbene non sia nemmeno chiaro comprendere se si trovasse con la madre al momento dell’incidente e della scomparsa nei boschi di Caronia. Forte anche l’ipotesi infatti che Viviana Parisi possa aver affidato a qualcuno il piccolo, così quanto non è possibile escludere che l’abbia ucciso prima togliersi la vita e seppellito nella boscaglia. Sono oltre 70 gli uomini attivi nella ricerca del piccolo che stanno perlustrando tutta l’aera a cui si sarebbero aggiunti anche i cani molecolari e i droni.

Ricerche che starebbero passando al vaglio anche tutti i casolari limitrofi al luogo della scomparsa e tutti i pozzi.

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