Matteo Renzi e Giuseppe Conte

Con il pallottoliere del Senato che fa su e giù, la crisi di governo procede. Alti e bassi, senatori si senatori no, Renzi apre, Renzi chiude…. a stare col fiato sospeso è un’Italia che il fiato non ce l’ha più, messa in ginocchio da una crisi, con le attività commerciali che hanno appena ricevuto l’ultimo colpo di grazia con il decreto del 16 gennaio.

E mentre il Covid non accenna a retrocedere, lo stesso sembra voler fare Conte che continua a cercare i responsabili (che a quanto pare non ci sono). Intanto calano i consensi di Matteo Renzi, che scende sotto il 2%, complice del fatto che la maggioranza degli italiani non ha capito il perché di questa crisi di governo.

L’unica cosa chiara è il dèja-vu della crisi di agosto 2019, quando Matteo Salvini lasciava l’incarico portando alla fine del primo governo Cone e dando il via al Conte-bis.

L’appello di Renzi a Conte

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Matteo Renzi ha dato cenni di distensione nei confronti del governo, senza Italiav Viva, ha spiegato, il governo non ha i numeri e ha però ribadito gli stessi punti che ruotano intorno al confronto. Da mesi chiediamo un salto di qualità nell’azione di governo. Serve un sogno per l’Italia, non l’incubo di un litigio quotidiano” spiega il senatore, ribadendo: “Serve un progetto, una visione, una strategia.

La chiediamo da mesi: se finalmente gli altri ci sono, ci trovano preparati. Basta polemiche, parliamo di sanità, di giovani, di futuro. Torniamo alla politica”.

Anche sulla “rottura” il leader di Italia Viva ha voluto ribadire che da parte loro non c’è stata, ma: “Abbiamo chiesto risposte su scuole, vaccini, infrastrutture, lavoro. Non le abbiamo avute. Abbiamo parlato in Parlamento, organizzato tavoli di maggioranza, fatto interventi ovunque. Tutte le volte che aprivo bocca mi dicevano ecco l’uomo dei penultimatum, chiede e non ottiene, parla solo per cercare visibilità personale”.

Il resto è noto, le dimissioni di Bellanova, Bonetti e Scalfarotto, una scelta, la loro, presa con “molto dolore”, ma senza che nessuno rompesse direttamente con Conte.

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Renzi: “Ci vuole coraggio”

Il senatore ha ribadito l’importanza del gesto fatto dai dimissionari, una scelta di coraggio e di amore per la politica intesa in senso puro, secondo lui, che non è stato capito. “Ci vuole coraggio per fare una scelta del genere.

Mi piacerebbe che venisse riconosciuto anche da chi non condivide, anche per bloccare l’odio che stiamo ricevendo sui social”.

Secondo Renzi, il governo Conte non ha i numeri, ma i minuti contati si, e a Zingaretti che continua a dire no ad una pace fra le parti, risponde: “Se Zingaretti insiste a dire no a Italia viva, finisce col dare il Paese a Salvini. È questo ciò che vuole? Conosco le donne e gli uomini del Pd. Dai gruppi parlamentari alle cucine delle case del popolo nessuno vuole regalare il Quirinale ai sovranisti”.

Conte tira dritto

Nonostante l’ennesimo cenno di apertura da parte di Italia Viva, Conte continua a tirare dritto, puntando sul patto di ferro tra 5 stelle e PD, ma la paura di ritrovarsi con elezioni anticipate a giugno è tanta, soprattutto dopo la rinuncia di Mastella e il no di UDC.

I 161 sembrano sempre più un miraggio ma non è detto che sia finita qui, se Italia Viva si asterrà e i numeri restano intorno ai 155, sarà l’intervento di Mattarella a segnare le sorti del Paese. Conte non si dimetterà prima di martedì e il confronto in Senato ci sarà.

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