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Ucraina: lo strappo di Mosca infiamma l’Occidente, Europa e Stati Uniti preparano sanzioni contro la Russia

Massima tensione sulla linea Kiev-Mosca dopo lo strappo imposto da Putin sul Donbass: l'Occidente prepara le sanzioni contro la Russia dopo la mossa unilaterale del presidente russo.
Ucraina: lo strappo di Mosca infiamma l’Occidente, Europa e Stati Uniti preparano sanzioni contro la Russia

L’Occidente lavora al pacchetto di sanzioni contro la Russia, dopo il risveglio nel pieno dell’incubo di una guerra imminente. Una risposta invocata anche da Kiev, ma ancora tutta da calibrare sullo sfondo dello strappo imposto da Mosca con la firma di Vladimir Putin al documento che concede, in via unilaterale, l’indipendenza nel Donbass, est Ucraina, alle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk.

Ucraina, Europa e Stati Uniti verso sanzioni contro la Russia

Secondo l’Intelligence USA, la mossa unilaterale del leader russo, con il riconoscimento della sovranità alle aree più calde dell’Ucraina dell’est nel vortice della crisi con Kiev, farebbe parte di un ‘copione’ già denunciato settimane fa dalle forze occidentali.

Stando a quanto sostenuto dagli Stati Uniti, Putin avrebbe semplicemente “tolto la maschera” nello scontro di nervi attualmente in corso: il discorso di ieri alla nazione e il passo sulle repubbliche di Donetsk e Lugansk sarebbero stati decisi da tempo. Nella lettura degli eventi a traino USA, questo non sarebbe altro che il secondo step nel presunto cronoprogramma di Mosca su un’invasione ormai certa.

Riconoscendo l’indipendenza delle zone filorusse del Donbass, Putin avrebbe “legittimato” la richiesta dei separatisti al Cremlino per un aiuto militare sul campo, dando così il via all’ingresso delle truppe russe in terra ucraina.

 Un’operazione che la Russia dipinge come missione di “peacekeeping, letteralmente per il mantenimento della pace, ma che per Onu e Nato rappresenterebbe la nitida manifestazione dell’anticamera del conflitto armato.

Nelle ultime ore, Europa e Stati Uniti stanno valutando il pacchetto di sanzioni da imporre, misure già definite dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, come “senza precedenti” e capaci di far pagare un prezzo inimmaginabile a Mosca. Ma la “sfida” lanciata sul tavolo delle diplomazie dal Cremlino è un’arma a doppio taglio sulla testa delle economie occidentali, perché una guerra, al pari di una reazione calcolata male, avrebbe pesantissimi contraccolpi su tutti, Italia compresa.

Ecco perché, ancora oggi, secondo le principali agenzie, Ue e USA non sarebbero arrivati a una quadra sulle prossime mosse per evitare il precipizio.

È evidente che prenderemo l’iniziativa di adottare delle sanzioni e ci riuniremo questo pomeriggio con i colleghi europei per decidere insieme le misure da adottare“.

È quanto affermato dal ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, a margine dello sfumato orizzonte di una mediazione tra Biden e Putin targato Eliseo, sulla delicatissima fase della crisi ucraina. La “forza” espressa da Mosca contro Kiev, Stati Uniti e Nato sarebbe una definitiva “rinuncia agli accordi di Minsk” in aperta violazione degli equilibri internazionali.

Draghi sulla mossa di Putin in Ucraina: “Passo inaccettabile

La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione europea misure e sanzioni nei confronti della Russia“. È quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, in un intervento sulla crisi in Ucraina dopo la mossa di Putin sul Donbass.

Un “passo inaccettabile“, ha sottolineato il premier, che ora condensa l’attenzione sugli sforzi diplomatici per risolvere la questione al riparo da un’escalation militare

Nelle ultime ore, Mosca avrebbe ribadito la disponibilità al dialogo, ma lo scetticismo in Occidente non allenta la presa sull’onda della percepita imprevedibilità della Russia. Una diffidenza salita al punto che gli Stati Uniti avrebbero consigliato al presidente ucraino Volodimyr Zelensky di lasciare Kiev e spostarsi a Leopoli.

Questi, citato da Interfax, avrebbe replicato stando fermo al suo posto con la prospettiva di introdurre la legge marziale in Ucraina in caso di un’invasione totale del Paese da parte dei russi.

Al polo opposto della tensione, il Cremlino rilancia con un’altra accusa estesa all’Alleanza atlantica: “I nostri colleghi europei, americani, britannici non si fermeranno e non si calmeranno finchè non avranno esaurito tutte le loro possibilità per la cosiddetta ‘punizione della Russia’. Ci stanno già minacciando con ogni sorta di sanzioni o, come si dice ora, ‘la madre di tutte le sanzioni’. Bene, ci siamo abituati. Sappiamo che le sanzioni verranno comunque imposte, in ogni caso. Con o senza motivo“. Queste, riportate dal Guardian, le parole del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. 

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